Il cioccolato può vantare tantissimi benefici: fa bene all’umore e al cuore, è antiossidante e… golosissimo.

Quanti di noi non sanno però da dove arrivano i prodotti che consumiamo quotidianamente? Spesso, quando utilizziamo il cioccolato come ingrediente per torte, creme o pasticcini, non ci rendiamo conto di come si svolge il suo percorso dalle coltivazioni al prodotto finito.

Purtroppo fino a qualche tempo fa dietro alla lavorazione si celavano realtà difficili, come lo sfruttamento dei coltivatori locali o l’espropriazione dei terreni e la distruzione dei campi per dare spazio a coltivazioni intensive.

Una realtà che ha messo a dura prova i territori dove il cacao ha origine: oggi diversi marchi del mondo del cioccolato hanno deciso di adottare delle strategie di cooperazione con questi paesi, rendendo autonome le popolazioni e i coltivatori del cacao e aiutandoli a diventare più produttivi anche attraverso la diffusione di programmi di formazione e la condivisione di buone pratiche.

Anche Vanini partecipa e, per invertire la tendenza distruttiva che negli anni scorsi aveva preso piede, ha reso completamente sostenibile la produzione del suo delizioso cioccolato, che deriva dal cacao Bagua, il più antico del mondo, principe dell’Amazzonia.

Vanini porta avanti un progetto di ricerca e selezione dei genotipi di cacao più produttivi, così da garantire al suo cioccolato un gusto inimitabile. Come? Attraverso una cooperativa, APROCAM, che riunisce tanti piccoli coltivatori della provincia di Bagua e Condorcanqui, nata per migliorare le condizioni di lavoro e dare ai nativi del territorio maggiori profitti.

Così, finalmente, possiamo gustarci il nostro amatissimo cioccolato con consapevolezza.

Post correlati